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Antonino Chiaramonte: "Juana una storia nell’erba"

 
 Francesca Romana Falconio
 
L'AUTORE

Antonino Chiaramonte nasce a Palermo nel 1968, vive ed opera a Cosenza dove si è laureto in Scienze dei Servizi Sociali. Esperto in politiche sociali ed autore del libro “A tuo padre”, una preziosa analisi su famiglia e mutamenti sociali, propone adesso una profonda ed accurata riflessione sul tema “Marijuana”. Droga leggera e fonte di devianza per alcuni, pianta officinale ricca di potenzialità terapeutiche per altri, richiamando l’attenzione sui differenti orientamenti legislativi, nel mondo e in ambito europeo.

Qual è la sua storia professionale: com'è diventato scrittore?

 

Per via della mia Tesi di Laurea “Capire l’Anziano e consolidare se stessi tra psicologia clinica ed etica professionale” che si è evoluta in un libro, per l’ appunto il primo, dal titolo “A tuo padre “(2009).

 

Quali sono le sue fonti di ispirazione?

Mi affascinano e mi ispirano le vicende umane legate a consuetudini più o meno condivise, e che generano conflitti sociali e generazionali.

 

Come progetta un libro?

Immaginandolo come uno scrigno, un contenitore di pensieri. L'attuale situazione sociale e politica influenza il suo impegno di scrittore? E se sì in che modo? Con questa mia pubblicazione, affrontando il tema della Cannabis e della Canapa Industriale in Italia, ed in tempi non sospetti, più che mai sono stato influenzato proprio dal sociale e dalla politica, al punto da generare in me quasi un vero e proprio timore di pubblicare o meno il mio lavoro, sapendo di affrontare uno dei più classici Tabù.

 

Lei si ritiene una persona privilegiata?

Perché? Più che privilegiata. Ho l’opportunità di esprimermi attraverso la scrittura e di incontrare lungo il mio percorso persone interessanti che con me condividono idee, pensieri, ambizioni e speranze.

 

Qual è a suo parere la situazione della letteratura e, più in generale, della cultura nel nostro Paese? Lei ha fiducia nel futuro? O, al contrario, è pessimista? 

La Letteratura in Italia, è stata offesa, mortificata. La Cultura anche. Il Futuro non esiste senza fiducia, e io preferisco avere fiducia nelle persone, con ottimismo sempre.